Gaza: immagini dalla città assediata
Miv-Multisala Impero Varese
Sala Urano
La Settimana del Documentario
DOCUMENTARINCORSO
giovedì 21 gennaio 2009
ore 20.30
in anteprima nazionale a Varese
Vincitore al Festival dei Popoli di Firenze 2009
Il racconto di Gaza assediata
presentato da
Maurizio Fantoni Minnella
in collaborazione con il Comitato per la Palestina di Varese
To shoot an elephant
Uccidere un elefante
di Alberto Arce e Mohammad Rujailah
Spagna 2009
(versione originale con sottotitoli in italiano)
To shoot an elephant è un documentario di guerra, un’opera coraggiosa, senza concessioni alla retorica della pietà, né a quella spettacolare, su un genocidio di massa tra i più assurdi e crudeli della storia moderna.
Girato in contemporanea con il più noto e celebrato Operazione piombo fuso di Stefano Savona 2009, il film mostra il clima della città assediata da un’angolazione insolita, quella dei medici e degli infermieri volontari e del popolo che ormai ripone l’unica speranza in Dio. Si alternano immagini crude di morti infantili a gesti di rabbia e di sdegno; un giornalista italiano detta al telefono brani del suo diario: si tratta di Vittorio Arrigoni, l’internazionalista milanese che ha raccontato in un libro l’assedio di Gaza e il dolore dei suoi abitanti. Mentre giungono continui segnali di morte e distruzione, il popolo di Gaza, con grande pena, resiste.
Una donna anziana, rivolgendosi all’operatore, dice: smettete di riprendere e abbiate pietà di noi!
Maurizio Fantoni Minnella
Il film sarà preceduto dalla visione del cortometraggio documentario
Sotto tregua Gaza di Maria Nadotti , 2009
Le immagini del genocidio alternate alla lettura di testi poetici e in prosa, recitati da Marco Baliani, Giuseppe Cederna, Pippo Delbono, Licia Maglietta e altri autori.
La Sala Urano ha già proiettato nella rassegna I “Fuoriprogramma del giovedì” le seguenti opere sul conflitto israelo-palestinese: Bil’in my love di Carmeli Pollak, Le mur di Simone Bitton, Guerra di Pippo Delbono, Madri e Proibito sognare di Barbara Cupisti, Freezone di Amos Gitai, Per uno solo dei miei due occhi di Avi Mograbi.











