Eventi FreeZone
Multisala Impero Varese
SALA URANO
L’Associazione Culturale FreeZone
presenta
EROS E LIBERAZIONE
UNA GIORNATA CON TINTO BRASS
In collaborazione con:
Multisala Impero Varese
VZ Comunicazione
Palace Grand Hotel Varese
L’acquisto del biglietto per lo spettacolo delle 22.30 da’ diritto all’ingresso all’incontro pubblico con il regista
giovedì 26 novembre 2009
ore 17.30
Sala Urano
Un esordio libertario
In capo al mondo – Chi lavora è perduto
Italia, Francia 1963
ore 19.00
Il montaggio delle rivoluzioni
Ça ira- Il fiume della rivolta
Italia 1964
ore 20.45
Sala Urano
Incontro pubblico con il regista
condotto da Maurizio Fantoni Minnella
ore 22.30
Viaggio nelle mitologie degli anni settanta
Action!
Italia 1980
Perché Tinto Brass a Varese?
Perché dietro il fascino apparente e autoconsolatorio della sua ultima produzione, si nasconde, anzi, non si è mai nascosto affatto, il temperamento e il talento di un autore a tutto tondo.
Lo testimoniano, ad esempio, il suo “apprendistato“ di cinephile alla Cinemateque Française dove si nutre di un gran numero di pellicole di autori classici e moderni, assorbendone il fascino e la sottile complessità. Ma anche l’esordio come regista nel 1960 (Chi lavora è perduto) accanto ad altri autori italiani che come lui aspirano a cambiare il corso della storia del cinema, in nome del linguaggio e della modernità o di entrambe le cose, cambiando il modo stesso di guardare i film da parte dello spettatore.
L’incontro con la cultura pop inglese nella Londra della swinging London prima (Col cuore in gola) e con la rivolta del sessantotto più tardi (L’urlo), genereranno cortocircuiti creativi che condurranno il nostro autore sempre più nei territori dell’anarchia come forma di fuga e di liberazione dalle convenzioni del mondo borghese (Dropout, La vacanza) o in quelli già più strettamente legati all’eros come elemento destabilizzante rispetto a qualsivoglia discriminazione di classe o di razza. (Nerosubianco).
Da sempre autore, regista e montatore delle proprie opere, Brass realizza nel 1963 un documentario (Ça ira-il fiume della rivolta), il solo di un’intera e lunga carriera, basato interamente sul montaggio di immagini di guerre, di oppressione e di morte che nel corso del ventesimo secolo hanno saputo far scaturire un profondo, inesauribile, desiderio di libertà. Che più tardi Brass identificherà con l’eros, a suo dire, la sola arma di difesa, in qualsiasi caso, contro la “banalità del male”.
Se l’eros è raffinato voyeurismo (La chiave), esso si può perfino trasformare in strumento di controllo e di potere (Salon Kitty, Caligola), riproponendo così quell’idea di “una sola anarchia possibile, quella del potere” di pasoliniana memoria.
Quando il regista torna sui suoi passi, ritrovando le proprie tematiche giovanili, in realtà ben sappiamo che egli opera una sorta di viaggio picaresco e sarcastico nelle mitologie cinematografiche degli anni settanta (Action!).
Il resto, ed è molto, è storia recente, dall’andamento diseguale, spesso monocorde, comunque riconducibile alla figura provocatoria e versatile del suo autore.
Comunque sia, fin troppo conosciuta dal grande pubblico perché se parli qui e ora.
Abbiamo voluto rendere omaggio all’autore Brass, proponendo tre opere tra le più significative e meno conosciute dal grande pubblico, che non solo esprimono un indubbio talento visivo (oggi peraltro sempre più raro), ma anche una non comune sensibilità e attenzione verso le trasformazioni sociali e culturali del mondo contemporaneo.
Abbiamo altresì inteso avvalerci della sua stessa presenza in sala, il 26 novembre, perché possa parlarci di tutto questo e dialogare con il pubblico.
Maurizio Fantoni Minnella











